Il dubbio linguistico

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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda fokina » 27/01/2013, 21:05

Pat, faccio una piccola precisazione: i lemmi sono le voci d'entrata del vocabolario/dizionario, quelli elencati da te sono semplicemente vocaboli, o al limite parole.
In più, piè non è una parola antiquata, bensì un troncamento di piede usato nell'italiano letterario o in alcune locuzioni.

Scusate la pignoleria, ma già che ci siamo... :D

Per rispondere a Neb: nell'italiano parlato è sempre meno frequente l'opposizione è/é, quindi vai tranquilla ;)
Non ho capito però se volevi chiedere quando si usa è e quando si usa é, oppure era solo una curiosità per quanto riguarda la pronuncia differente.
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda Neb » 28/01/2013, 1:16

No, è che quando scrivo a mano faccio sempre lo stesso segno (anche per l'apostrofo) e il problema non sorge, ma scrivendo al pc le due e accentate sono distinte e il web è pieno di grammar nazi pronti a scannarti per queste cose, quindi volevo sapere se c'è una regola su quando usare l'una e quando l'altra.

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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda Pat !!! » 28/01/2013, 15:13

fokina ha scritto:Pat, faccio una piccola precisazione: i lemmi sono le voci d'entrata del vocabolario/dizionario, quelli elencati da te sono semplicemente vocaboli, o al limite parole.
In più, piè non è una parola antiquata, bensì un troncamento di piede usato nell'italiano letterario o in alcune locuzioni.

Scusate la pignoleria, ma già che ci siamo... :D

Ops, hai fatto benissimo :D Chiedo perdono per le varie sviste :)
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda Erin » 28/01/2013, 19:18

Altre due domande stupide: dopo la virgola si può mettere o?
Dopo i due punti va sempre la maiuscola?
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda fokina » 28/01/2013, 22:15

Per la questione "o" e virgola, ti faccio sapere domani, che non ho la grammatica a portata di mano.
Il mio professore mi ha bocciata perché non l'ho messa una volta durante un esame, ma devo trovare la regola esatta.

Dopo i due punti, invece, la maiuscola va solamente se lo richiede il nome proprio oppure se si inizia un discorso diretto.

Ho fatto la spesa e ho comprato: pane, latte e uova.
Ho visto un sacco di persone ieri: Marco, Gino, Giovanni.
Manzoni scrisse: "Ei fu. Siccome immobile (...)"
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda fokina » 28/01/2013, 22:49

Neb ha scritto:No, è che quando scrivo a mano faccio sempre lo stesso segno (anche per l'apostrofo) e il problema non sorge, ma scrivendo al pc le due e accentate sono distinte e il web è pieno di grammar nazi pronti a scannarti per queste cose, quindi volevo sapere se c'è una regola su quando usare l'una e quando l'altra.


L'accento grafico in italiano può essere acuto (é) o grave (è); raramente si utilizza quello circonflesso (î) per preziosismi grafici.
L'accento grave sulla "e" si usa:
- Nella terza persona singolare del verbo essere: Marco è simpatico.
- Per le parole di derivazione straniera: caffè, tè, lacchè, gilè, bidè.

L'accento acuto si usa:
- Nei composti di tre: ventitré, trentratré, quarantatré...
- Nelle terze persone dei verbi al passato remoto: batté, poté...
E in tutte le altre parole: poiché, giacché, benché, finché, né, sé


Mentre per quanto riguarda gli accenti in generale, l'accento si pone obbligatoriamente:
- su monosillabi con due vocali finali: più, giù, già, piè... (tranne qui e qua)
- su monosillabi con valore distintivo: si - sì, ne - né, da - dà,
- su parole tronche con più di una sillaba: poiché, Gesù, telefonò


E mi sembra che basti :D
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda Andre~ » 28/01/2013, 23:33

Io chiedo la cosa più banale di tutte: ma è vero che "obiettivo" (inteso come scopo, fine)
può essere scritto anche con due "b"?
L'ho letto qualche mese fa e mi pare strano.
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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda Pat !!! » 29/01/2013, 15:55

fokina ha scritto:
Neb ha scritto:No, è che quando scrivo a mano faccio sempre lo stesso segno (anche per l'apostrofo) e il problema non sorge, ma scrivendo al pc le due e accentate sono distinte e il web è pieno di grammar nazi pronti a scannarti per queste cose, quindi volevo sapere se c'è una regola su quando usare l'una e quando l'altra.


L'accento grafico in italiano può essere acuto (é) o grave (è); raramente si utilizza quello circonflesso (î) per preziosismi grafici.

Circonflesso? O_O Ti prego, fammi un esempio, questa non la sapevo!
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Re: R: Il dubbio linguistico

Messaggioda Dr_Panino » 29/01/2013, 18:01

Andre~ ha scritto:Io chiedo la cosa più banale di tutte: ma è vero che "obiettivo" (inteso come scopo, fine)
può essere scritto anche con due "b"?
L'ho letto qualche mese fa e mi pare strano.


Confermo. Entrambe le grafie sono corrette.

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Re: Il dubbio linguistico

Messaggioda mareva » 29/01/2013, 21:14

Pat !!! ha scritto:
fokina ha scritto:
Neb ha scritto:No, è che quando scrivo a mano faccio sempre lo stesso segno (anche per l'apostrofo) e il problema non sorge, ma scrivendo al pc le due e accentate sono distinte e il web è pieno di grammar nazi pronti a scannarti per queste cose, quindi volevo sapere se c'è una regola su quando usare l'una e quando l'altra.


L'accento grafico in italiano può essere acuto (é) o grave (è); raramente si utilizza quello circonflesso (î) per preziosismi grafici.

Circonflesso? O_O Ti prego, fammi un esempio, questa non la sapevo!


Se non sbaglio, ma Micol correggimi ché non ho qui davanti il Serianni (amiamolo), l'accento circonflesso si usa ormai di rado per indicare una sincope, cioè la soppressione di una sillaba nel corpo di una parola: côrre per cogliere, tôrre per togliere, fêro per fecero e così via; o anche per indicare un’apòcope, cioè la soppressione di una sillaba in fine di parola: fûro per furono, amâro per amarono, ecc.
Si usa, inoltre, per indicare la contrazione in una delle due i nel plurale dei nomi in -io con la i atona cioè non accentata: varî invece di varii, studî invece di studii, ecc. Ma anche in questo caso appare inutile poiché basta una semplice i quando, ovviamente, non sia possibile una confusione di senso come: assassinii, plurale di assassinio, ma assassini plurale di assassino, ammalii (verbo ammaliare), ma ammali (verbo ammalare) anche se, come ho graficamente rappresentato io, è molto più comune l'uso della doppia i anziché della ‹í›.
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