DISINFEZIONE VS STERILIZZAZIONE

DISINFEZIONE VS STERILIZZAZIONE

Messaggioda sullen » 15/09/2011, 1:24

Nota per il lettore: il seguente scritto è stato da me elaborato integrando informazioni prese dal web, dai miei appunti di lezione e dal mio testo di Microbiologia ("Principi di Microbiologia Medica", La Placa, ed. Esculapio). Per maggiori approfondimenti quindi vi rimando a quel libro e ad altri eventuali testi di Microbiologia o Igiene.
Sperando che ne riscontriate una qualche utilità, vi auguro buona lettura e vi ringrazio per l'attenzione :)

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CENNI STORICI: nel XIX secolo, periodo della loro introduzione, le pratiche di ASEPSI, ovvero tutte le procedure atte a prevenire l’accesso di microrganismi in ambienti protetti, sono state fortemente ostacolate in primis dalla classe medica, che riteneva ad esempio che l’atto di lavarsi le mani tra un paziente e l’altro fosse denigrante per il proprio status di categoria all'epoca ritenuta d’eccellenza. L’importanza fondamentale di queste procedure, tuttavia, fu dimostrata con grande successo e questo contribuì enormemente allo stabilirsi di pratiche standard.
Per darvi un’idea di quanto sia cruciale la disinfezione, il medico ungherese Ignaz Philipp Semmelweiss nell’ ‘800 dimostrò che la pulizia delle mani del personale medico era sufficiente a ridurre enormemente le morti per infezioni post-partum; il chirurgo britannico Lord Joseph Lister, sempre nell’ ‘800, dimostrò che lavando ferri chirurgici con particolari composti si riducevano a valori irrisori le gangrene post-operatorie.
L’origine della sterilizzazione invece è alquanto curiosa: fu un pasticcere francese, Nicolas Appert, tra ‘700 e ‘800 a dimostrare che i cibi riposti in contenitori di vetro sigillati e immersi in acqua bollente potessero essere conservati per lungo tempo.

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DISINFEZIONE VS STERILIZZAZIONE

DISINFEZIONE: qualsiasi procedimento che abbia come scopo l’uccisione di microrganismi patogeni (cioè che causano malattia) presenti nell’ambiente.

STERILIZZAZIONE: qualsiasi procedimento che abbia come scopo la distruzione di TUTTI i microrganismi (patogeni e non) in un determinato materiale.

Altre definizioni utili:
BATTERIOSTATICO - inibitore della crescita batterica (azione reversibile)
BATTERICIDA - uccisore dei batteri (ovviamente irreversibile)

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DISINFEZIONE

Si ottiene usando particolari sostanze chimiche in adeguate concentrazioni. Queste sostanze hanno la proprietà di uccidere i microrganismi modificandone in modo irreversibile dei componenti essenziali, attraverso diversi meccanismi (un singolo disinfettante può sfruttare più meccanismi). Esempi: gli alcoli (etanolo al 70-90%) sono dei tensioattivi che alterano le membrane cellulari; inoltre denaturano le proteine. Anche la clorexidina altera le membrane e le proteine, anche se con meccanismi diversi. Gli ipocloriti invece, tra cui ricordiamo l’ipoclorito di sodio (candeggina, diluita al 5% in acqua), alterano particolari gruppi funzionali di enzimi, così come fanno anche i perossidi, tra cui il più comune è il perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Anche lo iodio (tintura di iodio: 2% di iodio in alcol al 50%) agisce attraverso un meccanismo simile.
Altri disinfettanti di uso più o meno comune sono la formaldeide, la glutaraldeide, composti dell’ammonio quaternario, saponi anionici.

E’ importante ricordare che non tutti i disinfettanti sono equivalenti e quindi andranno scelti accuratamente a seconda di una serie di considerazioni (tossicità, concentrazione attiva, etc). Ad esempio alcuni disinfettanti non eliminano le spore batteriche, che sono formazioni molto importanti in agenti infettivi come il Clostridium tetani e il Clostridium botulinum, e molto pericolose in quanto si possono riattivare a batteri vegetativi. Inoltre sono caratterizzate da elevatissima resistenza e durata (possono sopravvivere anche centinaia di anni!), quindi la loro eliminazione è fondamentale.
Di seguito riporto le proprietà germicide di alcuni disinfettanti nonchè la relativa tossicità:

- ALCOLI
livello di disinfezione BASSO
efficaci contro batteri, micobatteri (es. Mycobacterium tuberculosis), funghi
possono essere o meno efficaci contro virus
non sono efficaci contro le spore batteriche
sono tossici e irritanti per gli occhi, ma non per pelle e tratto respiratorio

- PEROSSIDO DI IDROGENO (ACQUA OSSIGENATA)
livello di disinfezione ALTO
efficace contro batteri, micobatteri, funghi, virus e spore batteriche
corrosivo, irritante per occhi e pelle, tossico

- FORMALDEIDE
livello di disinfezione ALTO
efficace contro batteri, micobatteri, funghi, virus e spore batteriche
corrosiva, irritante per occhi, pelle e tratto respiratorio, tossica
la formaldeide è considerata un cancerogeno per l'uomo (per ulteriore lettura cliccate qui)

- FENOLI (es: CLOREXIDINA)
livello di disinfezione BASSO
efficaci contro batteri e micobatteri, ma non contro spore e funghi
possono essere o meno efficaci contro virus
corrosivi, tossici, irritanti per occhi e pelle

- COMPOSTI DELL’AMMONIO QUATERNARIO
livello di disinfezione BASSO
efficaci SOLO contro batteri e alcuni virus
tossici e irritanti per occhi e pelle

- CLORO E DERIVATI
livello di disinfezione ALTO/BASSO
efficaci contro batteri, micobatteri e virus
efficaci o meno contro spore e funghi
irritanti per occhi, pelle e tratto respiratorio, tossici

- IODOFORI
livello di disinfezione BASSO
efficaci contro batteri
efficaci o meno contro micobatteri e virus
inefficaci contro spore e funghi
tossici, irritanti per gli occhi

- GLUTARALDEIDE
livello di disinfezione ALTO
efficace contro batteri, micobatteri, spore, funghi e virus
tossico, irritante per occhi e pelle

Altra cosa di fondamentale importanza è il fatto che per ogni disinfettante c’è un tempo minimo di applicazione, al di sotto del quale non si può fare affidamento sull’azione antibatterica del disinfettante stesso.

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STERILIZZAZIONE

Per la sterilizzazione possono essere usati mezzi chimici o fisici.

1. MEZZI CHIMICI:
Esposizione a OSSIDO DI ETILENE (gas; al 10% in anidride carbonica, a 50-60°C per 4-6 ore) o a vapori di formaldeide.
La sterilizzazione chimica ormai è molto poco utilizzata.

2. MEZZI FISICI:
- CALORE
mediante stufe a secco per 2 ore a 180°C o per 3 ore a 140°C
mediante calore umido (AUTOCLAVI: acqua calda sotto pressione) per 15 minuti a 121°C

N.B. La bollitura NON dà assoluta garanzia di sterilizzazione, visto che diverse spore possono sopravvivere a 100°C.

- RADIAZIONI IONIZZANTI
UV (240-280 nm): servono per sterilizzare ambienti e superfici inerti
raggi gamma: usati industrialmente per sterilizzare protesi e materiale chirurgico; sterilizzano oggetti anche confezionati

- ULTRASUONI
comportano variazioni notevoli di pressione in un brevissimo arco di tempo

- FILTRAZIONE
per materiali in soluzione che verrebbero danneggiati dal calore; si usano membrane apposite con pori molto piccoli che trattengono diversi tipi di microrganismi.

N.B.TUTTI gli strumenti di lavoro devono essre sterili e mantenuti in recipienti sterili, con opportune chiusure che ne garantiscono la protezione da contaminazioni. Ovviamente la superficie di qualsiasi oggetto immerso in un qualsiasi ambiente ordinario non può considerarsi sterile, ma possono essere considerati tali solo il suo contenuto e il suo interno, sempre che il recipiente sia stato precedentemente sterilizzato e opportunamente chiuso.

grazie a: MetalFra.
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